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Diving Asinara, dalle stelle alle stalle…

asinaraQuesto articolo l’ho scritto per descrivere l’esperienza che ho maturato frequentando un altro diving in terra di Sardegna sempre durante le vacanze estive 2012.

Il Diving di cui voglio raccontare oggi è il Diving Center Asinara situato presso il Porto dell’Ancora a Stintino (Ss) e quindi direttamente affacciato sulle acque antistanti la meravigliosa isola dell’Asinara che dal 1997 è diventata Area Marina Protetta.

Esperienza che porterò sempre nel cuore e nella mente per le bellissime emozioni che ho provato durante tutta l’immersione stessa e per gli incontri ravvicinati che ho fatto all’interno dell’Area Marina Protetta dell’Asinara.

Prima parliamo delle cose belle e poi di quelle un pò meno belle.

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Le cose belle che posso raccontare di questa giornata passata in compagnia del sempre amato “gemello diverso” [email protected] sono quelle legate all’immersione stessa inteso nel senso che quei 45 minuto passati nel mondo sommerso abbiamo visto molte varietà di pesci tra cui Cernie giganti, Scorfani, Corvine, Saraghi e per finire proprio per non farci mancare nulla, quasi alla fine dell’immersione abbiamo incontrato un bel branco numeroso di barracuda, alcuni dei quali particolarmente incuriositi dalla nostra presenza, ci hanno seguiti per circa 5 minuti ad una distanza di non più di due metri dalle nostre maschere incutendo anche un pò di timore!!!

Non c’è niente da fare! Quando l’uomo si dà delle regole e tenta di rispettare qualche breve tratto di mondo sottomarino le differenze con le zone dove questo non avviene si vedono lontano miglia e miglia… All’Asinara ho fatto l’incontro con una cernia che sarà stata lunga almeno 80/90 cm e avrò pesato non meno di 30 kg. Io di così grandi non ne avevo mai viste. Anche se sono estremamente convinto del fatto che l’Asinara non è poi così tanto protetta come sarebbe previsto dalla normativa in materia. Quello che offre il pescato fa gola a troppi…

Le cose meno belle della giornata che ispirano anche il titolo di questo articolo riguardano il lato tecnico dell’immersione.

Contrariamente a quanto abbiamo fatto con il Diving di Costa Paradiso, questa volta abbiamo chiesto consiglio ad un nostro amico, il quale è sempre stato molto obiettivo e sincero nel promulgare i suoi consiglio in fatto di diving da frequentare tanto che gode della mia massima stima e fiducia in tal senso.

Lo chiamo, mi dice che si trova alle Eolie a dare una mano al fratello che gestisce in Diving da quelle parti e mi consiglia di affidarci al Diving Center Asinara perché in base alle sue pregresse esperienze si è trovato benissimo ed è gestito in maniera seria e professionale!!!

Se una persona di cui tu hai la massima considerazione e fiducia ti dice così, tu che fai? Non lo ascolti e fai di testa tua oppure segui il suo consiglio?!

Senza nemmeno starci a pensare un secondo, io e [email protected] abbiamo optato ovviamente, per la seconda ipotesi.

Mai consiglio fu così disatteso…

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Vado sul sito web del Diving -> pagina dei contatti e trovo tre numeri di telefono di cui un di rete fissa e due cellulare. Chiamo il numero di rete fissa e la vocina gentile di Telecom mi dice che il numero è inesistente… Chiamo il primo numero di cellulare e risulta staccato… Chiamo il secondo numero di celluare e suona libero (menomale…), squilla, squilla, squilla ma niente… non mi risponde nessuno….

Dopo vari tentativi riesco a contattare Maurizio, il responsabile del diving e ci accordiamo per l’incontro e l’immersione.

Ci presentiamo al Diving di buona mattina accompagnati da tutta l’allegra brigata e faccio conoscenza di Maurizio con la promessa d’incontrarci al pomeriggio verso le 15.15 max per conoscere gli altri compagni di avventura e procedere con l’uscita in mare.

Al pomeriggio, puntuale come un tedesco il giorno del matrimonio, ci troviamo davanti al Diving alle 15.10 ma del titolare nessuna traccia. In compenso facciamo conoscenza di una guida del Diving, la gentilissima e carina Sara che con tanta grinta e simpatia inizia a rompere il ghiaccio in attesa dell’arrivo di Maurizio che si materializza verso le 15.25 circa.

Prepariamo tutta l’attrezzatura, la carichiamo su un piccolissimo trattore cingolato, facciamo un brevissimo e succinto briefing pre-immersione e partiamo per raggiungere il sito dell’immersione.

Durante il tragitto in mare noto con un certo stupore che sia Maurizio che alcuni altri sub fumano a breve distanza l’una dall’altra alcune sigarette. Questo episodio mi ha fatto tornare alla mente le mille e più volte che durante i corsi di formazione gli istruttori si sono SEMPRE raccomandati di evitare in maniera categorica di fumare prima di un’immersione…

Non spetta certo a me giudicare l’operato degli altri perché sono un convinto sostenitore del fatto che ognuno della attività commerciale è libero di fare ciò che ritiene opportuno, ma sono alche altrettanto convinto che la deontologia professionale non ne trae un grosso giovamento dall’assunzione di comportamenti del genere; tanto meno ne guadagna l’immagine dell’azienda che si conduce.

Fatta l’immersione, risaliamo a bordo dell’imbarcazione, e facciamo rientro al porto.

Giunti a destino, laviamo asciughiamo (si fa per dire) il materiale ricarichiamo il tutto in auto e ce ne torniamo a casa con un altro tassello aggiunto sul logbook.

Tassello che ha il sapore agro-dolce per i motivi precedentemente elencati…

Ho avuto la sensazione contraria a quelle provate durante le immersioni fatte in Costa Paradiso. Qui mi è proprio sembrato di essere entrato in un ambiente surreale di totale asetticismo nel rapporto diving-sub, senza condividere nulla, senza nemmeno sentirsi dire: “ma tu prima di questa, cos’altro hai fatto?”

Niente di niente…

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Se posso permettermi di dare un consiglio da semplice consumatore perché è così che mi sono sentito, vorrei dire solo che non bisogna affidarsi solo ed esclusivamente alla fortuna di operare in una fetta di territorio semi-incontaminato che regala emozioni ad ogni secondo della giornata grazie alla magia che sa regalare la meraviglia dei luoghi ma, occorre metterci del proprio così come fanno i ragazzi del Diving Center Costa Paradiso.

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N.B. Questo articolo è frutto solo ed esclusivamente di impressioni e pareri personali. NON c’è alcun legame ne di natura economica e ne di nessuna altro tipo con il Diving e le persone dello staff.